Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 7) — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-7]

Seite: 35
DOI Seite: 10.11588/diglit.28026#0043
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DI'VERSÌ; oS

i'eLbe dal collegio nel mondo ; quante de-
fìnizioni non risparmierebbono i sénsi aila
mente ! Grandissimo pfositto , e bellissimi
lumi si potrebbono dipoi trarre dalla con-
versazione degli artigiani ; da cfie il mec-
canismo delle arti contiene, coine diceva
ilLocke, più di vera filosofìa, che i siste-
mi dei filosofì .

La storia del Segni non è ella il fogliet-
to di quei tempi ottimamente scritto? e il
Morgante del Pulci è una fìlastrocca di fa-
vole omericamente dipinte .

Altre volte i nostri poeti erano idropi-
ci; al presente un direbbe che danno neì
tisico .

Un uomo ricco e superbo sicuramente
è uno sciocco ; un uomo superbo e pove-
ro d’ordinario è un uomo di spirito.

Niente di più facile a un bel parlatove,
che travisarti il vero senza toccare la so-
stanza delle cose. Istessamente un bravo
pittore. Sappi, dice Lionardo da Vinci,
che non è cos'x tuo gran conoscente, che
dandogli il lume di sotto, tu non durasti
fatica a riconoscerlo.

Pochi sono gli eroi dinanzi agli occhi de'
G 3 lor
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