Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 7) — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-7]

Seite: 49
DOI Seite: 10.11588/diglit.28026#0057
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non Yài incontro alla rapiclità delie corren-
ti che ricingono la terra del fuego, nè al-
la yiolenza de’venti occidentali che infieri-
scono lungo qnella costa: e cosi le inipre-
se, che in sernbianza sono le più ardite,
sono bene spesso le più saciii in efsetto.

Un argornento in miile, che l’ingegno
degli Europei è di una miglior tempra deil’
ingegno degli Asiatici, si è ancor questo :
clie i lunarj in Pechino si sanno colie efe-
zneridi della specula di Boiogna <

Per una afsettazione di sapere sh’ntarsia-
vano altre volte di greco i libri lilologici.
L’aigebra è ora il greco de’trattati fdoso-
Bci.

Sotto alle più belle azioni ci è ia vani-
tà, come sotto a'più bei ricami ci è lo
spago .

Nelle brigate prendi guardia, che ron
si trovino insieme uomini che nutriscano
I’ingegno delle cose medesime, che sieno
della stessa professione. Yi faranno mala
prova ; come la sanno piantati gli uni ap-
presso gli altri la quercia l’elce ii pino, e
Xutti gli alberi che hceano le radici profon-
damente in terra, Non cosi, se in un ter-
To: VII. D

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