Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 7) — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-7]

Seite: 69
DOI Seite: 10.11588/diglit.28026#0077
Zitierlink: i
http://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/algarotti1792bd7/0077
Lizenz: Creative Commons - Namensnennung - Weitergabe unter gleichen Bedingungen
facsimile
D X V £ R S 1 .

scrlttori, se ben considerano la nalura clel-
la lingua italiana, la quale da principio non
ba in sè ricevuto le varie clesinenze della
latina e della greca, dovranno pur tenere
come viziosa cjuella trasposizione di paròle
e quel giro di periodo, che hanao intem-
pex’antemente usato alcuni dei nostri cdas-
sici, e che puerilmente assettano i Joro imi-
tatori. I medici non potranno non coudan-
nare tutte queile ingegncse ipotesi sopra l’
economia animale, di che son pieni i lo-
ro consulti; s’egli è pur vero, che il fine
della medicina sia il guarire le infermità
del corpo umano * e non il faryi su di beb
le dicerie. Un grandissimo abuso è anco-
ra il voler oltrepassare i confini delia scien-
za che un tratta, e ii voler farle vestire i
modieil genio, dirò cosi, di un’altra. Po-
chi oggi ci sono che abbiano una qualche
tintura di lettere, e non sappiano, come
in parecchie quistioni fisiche v’ intrusero
anale a proposito i matematici la geometria:
e perchè atteso la natura di queile non vi
aveano sufficienti dati; vennero con la scor-
ta di una scienza certissima ad erronee eon-
clusioni, le quali. nel coneetto del volgo

E 5 let-
loading ...