Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 7) — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-7]

Seite: 90
DOI Seite: 10.11588/diglit.28026#0098
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Ogmmo sa, che la cataratta altro non e
che la opacità deH’umor cristallino, o sia
della lente deli occhio, per cui diyiene ina-
bile a trasmettere e refranger la luce: il
rimedio alla cecità, che indi nederiva, era
deprimere lo stesso umore divenuto opaco;
con che la luce, passaudo sino al fondo
deli’occhio, potea dipingervi una tal quale
immagine degli oggetti esterni. Ma perche
1Jumore depresso si rialzava talvolta, e tor-
nava la cecità, si è novellamente pensato
ad estraerlo dall’occhio medesimo. Una ta-
le operazione, che si mette ora quasi che
comunemente inpratica, è molt.o più sicu-
ra della prima ; è fondata sulla cognizione
deirocchio, e del modo con cui si fa la
visione. Ma ciò che vi ha in essa di stra-
no è, che è cosa aritica, trovata in tempi,
in cui pariavasi di simulacri che uscivano
da’corpi, di effluvj ; in cui non si avea co-
gnizione alcuna delle afsezioni della luce,
della notomia delhocchio. Erano ciechi che
guarivano perfettamente degli allri cieohi,
ed ora mostrano la via a’meglio veggenti.

Gli uomini veramente grandi non debbo-
no dare ascolto alle voci de.lla bassa invi-
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