Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 7) — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-7]

Seite: 91
DOI Seite: 10.11588/diglit.28026#0099
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D I V E R S I. Q?

dia, che va loro hrtrando dintorno; non.
debbono nè arxche udirla. L’Atlante che
sostiene il cielo non ode dalla sua cima il
fremito delle onde che si rompono a’pie-
di, e rotte sono rimbalzate nel mare.

La rettorica snerva alcune volte co’ liscj
preparati nelie sue ofhcine alcuni tratti di.
eloquenza, che lasciati nel ioro naturale so-
no vittoriosi della mente e del cuore. Co-
si la chimica co’suoi magisteri, con l’estra-
ziorie de’sali, e coile aitre sue preparazio-
ni rintuzza, in luogo di accrescerla, la vir-
tù della china, che vogliono i medici non
avere maggiore energia che nella polyere
di essa.

Quanti non si danno al nemico a colla-
zionare codici per ristabilire testi di auto-
ri, che non saranno citati giammai? quan-
ti non si travagliano a copiare da vecchj
manoscritti componimenti di aatori , che
non saranno mai letti? Tali sono a un di-
presso gli studj dell’ uomo. Pmdi sono quel-
li, che veggono quello che va fatto ; più
radi ancora queili, che il facciano.

Gli ambasciatori de’più gran potentati di
Europa vanno ora a Costantinopoli con del-

le
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