Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 7) — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-7]

Seite: 95
DOI Seite: 10.11588/diglit.28026#0103
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DIVERSI. gS

inedie di Menandro per farne una delle sue:
e per formare i dodici libri dell’Eneide,
cl lianno voluto, quasi direi, tutt’.i quaran-
totto della Iiiade e dell’Odissea presi in-
sieme.

Perchè una pianta venga a bene, giova
assai più sbriciolare il terreno che le è dat-
torno, ond’essa possa stendere le barbe, e
ire a cercarsi il succo che la nutrisce, che
non giova letaminare esso terreno e ingras-
sarnelo. Nello stesso modo, perchè l’inge-
gno deli’uomo saccia la miglior prova, piut-
tosto che aggiungergli forza e dargli ajuti,
giova torgli jdattorno quegli impedimenti
che nei dispiegarsi potrebbe incontrar per
via .

Ssogliato un albero, se non muore, in-
tisichisce ed ammala. Gli ornamenti nel
discorso hanno da essere come neli’aibero
le foglie .

Lo stde più semplice, e che conviene
più comunemente nsare, è di tutti ii più
disficile; come tra tutte le biade lapiù di-
licata è quella, che richiede dall’uoiuo il
più di satica e di studio .

Le forti passioni non ammettono gran

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