Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 7) — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-7]

Seite: 113
DOI Seite: 10.11588/diglit.28026#0121
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tst mÌMira ; e dappertutto ci sono certixon-
lini cla non oltrepassarsi, chi vuol clare nel
segno. Dopo che la fantasia è stata lungo
tèmpo intesa, e come concentrata in un
quaiche oggetto, è soggetta acl errare, e a
prendere rura cosa in iscambio dell’ altra.
Cosi l’occhio, clopo essersi fissato nella lu-
ce e corne acceso in quella, vede nero rprel-

10 che è bianco , azzurro cprello che è ros-
so : di modo che i colori santastici non ras-
somigliano punto a’veri, a cjLielli cioè che
sono realmente nelie cose.

Di mano in mano che si è andata per-
fezionando la geograha, sono ite scemando
le distanze terrestri; e per lo contrario so-
no cresciute le celesti, di mano in mano
che sièrafsinata l ’ astronornia. La ignoran-
za in tali scienze si trovava tnaravigliosamen-
te d’accordo coH’orgoglio dell’uomo, a cui
giovava d’ingrandire a suo potere Fabitazion
sua, e awicinare a sè cguelle cose, le qua-

11 create stimava soltanto per suo uso e cli-
letto .

La lingua Italiana si adatta roaravigliosa-
anente al leggieri al temperato ui grave, in
sonuna ad ogni sorta di stili ; è come la
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