Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 7) — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-7]

Seite: 114
DOI Seite: 10.11588/diglit.28026#0122
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1 1 4 Pensieri

hase attica nelF architettura, clie si consii

con qualunque ordine .

Lucrezio lasciò la vita quel giorno istes-
so che Yirgilio prese la toga virile ; e il
JMeutono nacque quel medesiino giorno che
jnori ii Galilei : quasi non avesse voluto la
natura, che rimanesse intervallo alcuno tra
que’due scrittori, l’uno de’quali cominciò
a dar fiato alla tromba latina, Paltro ne
trasse il più alto tuono; e tra clue sapien-
ti, l’ uno fondatore della vera filosofia, l’al-
tro che sarà in ogni tempo il maestro di
color che sapranno.

Col proprio naturale convien fare come
col cavallo che hai sot.to, clare e togliere,
secondarlo e correggerlo.

Le pietre colorate si manifestano agli oc-
chi di tutti per la tinta che mostrano ; i
diamanti non si conoscono se non dopo la-
Vorati ; cosi gli uomini di spirito da tutti
sono rawisati per tali ; ma gli uomini di
grandissimo ingeguo conviene il più delle
vrolte per conoscerli che sieno posti al ci-
inento, e quasi direi iu sulla ruota delle
circostanze e delle prove .

Da certi costumi permanenti neile nazio-

ni,
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