Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 7) — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-7]

Seite: 120
DOI Seite: 10.11588/diglit.28026#0128
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rao Pèn5ièr.i

dosi ristampare in Padova la medesima ele-

gia e mise

Cautandique insignem ariem et studium nu^
meronnn ;

e il Bassani dipoi suggerl ii bello epiteto
di studium quadruple.v nurtieromm, che si
legge nell’ edizioni delle poesie del Zanot-
ti. Qual maraviglia, se un matematico in-
calorito nel suo calcolo non si accorsre d’
un errore che è facile da vedersi a un prin-
cipiaute ?

Non ci è cosa assurda, che positivameu-
te asserita cla qualcuuo, che fatto abbias£
un qualche concetto, non se la beva II po-
polo: e tra il popolo conviene anche ripor-
re una gran parte del senato, come dice-
va Seneca, i togati. Gi fu anni addietro
in Bologna madre degli studj un certo Cor-
sini facitore di almanacchi. Costui predis-
se, che a'tanti di marzo sarebbe caduta una
copiosissima neve. Ci colse. Ebbe tosto I’
aura del popolo, e i suoi almanacchi ebbe--
ro la voga sopra il Frugnolo e l'Atlante di
Ferrara. Inanimito dal suocesso arrivò a con-
traddire P efemeridi delP Instituto , dandq

de-
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