Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 7) — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-7]

Seite: 123
DOI Seite: 10.11588/diglit.28026#0131
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DIVERSr. iz5

impresa alcuna, perdiè non erano mai d’
accordo tra loro sul partito da prendersi 7
nè in nulla fermar potevano il pensiero »
Intantochè l’Aremberg diceva: io sficlo i no-
stri nemici a penetrare i nostri disegni ; noi
non ue abbiamo di sorte alcuna.

Quasi tutti gli uomini, giunti che sono
a una certa età, soglion clire, oh, tre e
quattro volte felice la fanciullezza, in cui
ogni cosa piace, diverte ogni cosa! per noi
passato è oggimai ii buon tempo, e non
altro da sorbir ci rimane che la feccia clel
calice. La piu parte degli uomini lia ragio-
ne di cosi clire -, Nella prima età ogni co*
sa riesce nuovo, tutto piace per conseguen*
za, perchè si ha come il fiore di ogni og-
getto che dinanzi a noi si presenta. Passa*
ta la gioventù si torna sulle meclesime co-
se, snlie tracce istesse j tutto diviene ripe-
tizione o noj'a, che è tutt’ uno, da che è
pur vero ciò, che dice quel poeta fran-
cese :

L’ ennui naquit un jour de V uniformité,

Che rimedio contro un malore si terribile
e si universale? non altro che il gusto deh*

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