Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 7) — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-7]

Seite: 130
DOI Seite: 10.11588/diglit.28026#0138
Zitierlink: i
http://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/algarotti1792bd7/0138
Lizenz: Creative Commons - Namensnennung - Weitergabe unter gleichen Bedingungen
facsimile
*5o Pensteri

ssiiire sulle azioni e sulla fortuna deirli uo-

O

jnini .

Per più strade si arriva allo stesso fme.
Fa cento leghe verso il settentrione, ovve-
ro stando a casa sali una montagna quaran-
ta tese sopra il livello del mare; e avrai il
medesimo grado di fresco. Nelle più alte
regioni delsatmosfera non ci sono riilessio-
ni di luce , e in conseguenza aumentazione
di calore, come giù alìa superfìcie della ter-
ra. L aria è ivi meno densa; e però non
è così agevolmente da essa ritenuto il ca-
lore che concepisce dal sole. Fa dnnque di
salire una costiei’a quanto sarebbe pocfìi ti-
ri di moschetto, e avrai quella temperatu-
ra di clima, che troverebbe un viaggiatore
correndo molti gradi verso settentrione.

Ci fu chi clisse, non esser maraviglia che
l’acqua clel mare siasalata, poichè altro es-
sa non è che il sudore, il cpale quando
Fetonte si avvicinò troppo a noi e cadde
di cielo, trapelò dalla terra. Altri per ispie-
gare l’arco celeste ragionarono così: quan-
do piove la pioggia penetra la terra,, met-
te in ferjnento i zolfì ed altre simifì colo-

rate
loading ...