Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 7) — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-7]

Seite: 134
DOI Seite: 10.11588/diglit.28026#0142
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i54 Pek'stjert

grida e lo strepito, non si direbbe egii es«
sere stato con grandissima ragione asserito,
che tra lo spirito dell’uomo e Perrore ci
è una inaravigliosa simpatia?

Fontenelle può essere riguardato come il
tipo del bello spirito francese : pieno di eru-
clizione scelta, lontano da ogni pedantesi-
3no, chiaro elegante, inaestro soyrano nel-
la scienza deila conversazione e s’ egli è
alcuna volta troppo ricercato troppo fiorito
troppo sottile ne’suoi pensieri, dulcibus abun-
dar, 'vitiisj che così si può clire de’ vizj de’
Francesi. Come gli altri suoi compatrioti,
stimava grandemente Ia patria sua ; e ben-
chè uorno dottissimo, non si stendeva gran
cosa col guardo più là: intanto che i tro
uomini ch’egli metteva sopra gli altri era-
no Cartesio nella filosolia, Cornelio nella
poesia, e la-Motthe nella letteratura.

Gli uomini creclono fermamente di ve-
der tutte Ie cose della medesima granclez-
za: e niuna aitra ragione hanno di creder-
lo , se non che tutti convengono nel dire;
cpiella porta ha tanti piedi di luce, quella
colonna ne ha tanti di altezza. Ma chi sa^,
se tutti veggano il piede, con cui si nxisu*

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