Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 7) — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-7]

Seite: 136
DOI Seite: 10.11588/diglit.28026#0144
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1 o6 Pensieri

dieiLX jusqiL à nous, ?nais oli ne voudroit pas
y èléver les bétes ; e tlopo la liiorte sua fu
trovato tra le sue carte uno scritto sopra P
istinto, irapresso dipoi coiie altre sue ope-
re, del quale la conclusione si è, ciie le
bestie hanno facoltà cli pensare, e non so-
no altrimente altrettanti automi. Donde tan-
ta ciiscrepanza in questo particolare ; nel tem-
po che negli altri punti, anche in onta delia
sua geometria, era fedele al Cartesio? dal
gran fonclamento, credo io ch’ egii faceva
sugli argomenti cavati dall’analogia. La sua
pluraiità de’mondl, il più bel parto del suo
ingegno, è tutta fondata su tali argomenti.
I pianeti sono corpi opachi, e si rivolgono
intorno al sole come la terra, hanno com’
essa il giorno e la notte e le varie stagio-
ni dell’anno ; alcuni si vecie manifestamen-
te aver delle montagne, delle lune che schia-
rano loro le notti, come la terra. Perchè
adunque essendo in tante cose simili aila
terra , non saranno anch’ essi popolati co-
me la terra ? Se Parigi è abitato, perchè
non lo sarà s. Dionigi? Ecco come ragiona
Fontenelle; ed ecco la ragione per cui gli
pareva, che lo asserire che le bestie fosse-

ro-
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