Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 7) — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-7]

Seite: 137
DOI Seite: 10.11588/diglit.28026#0145
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D I V E n S I. xZ'j

ro altrettanti orinoli era giusta 1’ingegnoso
detto deH’amico suo laMotthe, une debau-
che du raisonnement.

Coloro che nulla vogliono mai dire di
semplice, il cui stile è sempre ricercato e
pieno di adornamenti, fanno come quell’
Aristosseno di Cirene, il quale annafsiava
la lattuga non con acqua, ma con vino e
con mele .

La ignoranza in cui siamo del latino ne
fa creder proprie molte vociusate da’nostri
latinisti, e lo insolito della lingua ne fa pa-
rer belli molti loro pensamenti, i quali ven-
gono a perdere quasi ogni vaghezza recati
nel nost.ro volgare ; a quel modo che da noi
vien riputata fedele una tal qual delinea-
zione di una pianta esotica, e una donna
vestita di un drappo tartaresco o persiano
tira a sè gli occhi di ognuno, la quale pas-
serebbe inosservata con indosso un panno
nostrale.

La diligenza e lo stento non debbono
mai apparire in cosa che tu faccia; e sen-
za la disinvoltura, che nasce da una certa
libertà, niente vi ha di naturale, o che pos-
sa veramente piacere. Gli scrittori dovreb*

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