Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 7) — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-7]

Seite: 147
DOI Seite: 10.11588/diglit.28026#0155
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jpenna e della spada ; e quelle arti di me-
ro piacere quasi le abbandonavano a’Gre-
ci, ch’ essi a tal Bne stipendiavano. Simih
mente, benchè l’architettura liorisca in In«
ghilterra phi che in qualunque altro paese
tra’iTiodexmi, benchè vi fìorisca la poesia „
e Londra novellamente abbia veduto in Po-
pe uno de’più gran poeti che sieno mai
stati, la pittura la statuaria la musica gP
Inglesi le lasciano a noi. Essi, in luogo
di acconciare un Jfigliuolo da uno scultore
o da uno statuario, lo mandano in una
scala di levante, ovvero a Lisbona , nè
per arricchire ci veggono aitra via che i
trafiìchi di mare .

Lo imperio dell’ingegno è sottoposto più.
che qualunque altro a sedizione a partito a
guerra e a divisionij nè ci è mappa, dovo
si trovi la capitale della repubblica dello
lettere ♦

Non merita il secolo del seicento quella
tanto mala voce, che data gli viene comu.
nemente tra noi. Oltre a molti scrittori,
che in mezzo alie ampoilosità alle acutezz©
e alle altre infermità cli quel secolo si con-
seryarono sani; come il Filicaj'a il Redi il
l\ 3 Mar-
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