Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 7) — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-7]

Seite: 148
DOI Seite: 10.11588/diglit.28026#0156
Zitierlink: i
http://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/algarotti1792bd7/0156
Lizenz: Creative Commons - Namensnennung - Weitergabe unter gleichen Bedingungen
facsimile
248 Pensxkjvi

Marchetti, e sopra tutti il Chiabrera che
ne fece tra noi sentire alcmr concento del-
la greca lira, il Tassoni nella Secchia rapi-
ta diede l’esempio di un nuovo genere di
poema imitato in Francia da Despreaux; e
Fautore de’dialoghi del sistema del mondo
gli seppe scrivere in modo, che, se 1’oc-
chio de’critici vi scorge qualche difetto,
non son già quelli del secolo; e si può di-
re, che assai sovente alla cote deila eloquen-
za è in essi afsilata la dottrina. Ben lonta-
na era in quel secolo la musica dalle odier-
nesmancerie; elapittura, nelle scuole mas-
simamente di Bologna e di Roma, si maa*
teneva in riputazione e in vigore. Inetta è
senza dubbio quella inscrizione che leggesi
nella medaglia di Ciro Ferri. Nel rovescio
di essa sono intagliate la pittura e l’arclii-
tettura con queste parole: m utraque Cy-
rus. Ma in questo nostro purgato secolo,
dove è unartefice, per cui tentati fossimo di
fantasticare dieti’O a simili concetti? Nè già
so, se in esso si vedesse una cosx nobile e
seria ieggenda, come quella che intorno alla
testa di uno ariete leggesi in una medaglia
batluta pei’ la cox’rezioiie gregoriaua ANNO,

RE-
loading ...