Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 7) — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-7]

Seite: 157
DOI Seite: 10.11588/diglit.28026#0165
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T» I V E R. S I . 1

Bisogna, aggiungè egli, ire alla guerra per
arricchire, e cosi acquistare oncle piacere
alle fancmlle .

Proque bono 'versu primum diducite pilum.

h’arte amatoria è piéna di versi francesi:

Me iegat et lecto carmine doctus amet. . .
Quid, quasi natali curti poscit munera libod
Et quoties opus est, nascitur ipsa sibi?
Quis sapiens blandis non rnisceat oscula vcr-
bis ?

Illa licet non det, non data sume tamen.

Nel libro de’rimedj delV amore:

Auferimur cultu, gemmis auroque teguntur
Omuia : pars minima est ipsa puella sui :

e invocando da principio Apollo :

J'u pariter n>ati, pariter succurre medenti.

Basterebbe questo piccol saggio, per mostra-
re la conformità dello stile di Ovidio co’
migliori Francesi j ma non sarà suori di pro-
posito aggiungervi un qualche altro esem-
pio cayato dalla sua opera xuaggiore, e per

cui
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