Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 7) — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-7]

Seite: 164
DOI Seite: 10.11588/diglit.28026#0172
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164 Pensieri

e sgarbatamente d’una in un’altra le cose,
Non è però che tale studio non abbia di
molte utilità, almeno per i bisogni dello
spirito, quando nelle sue derivazioni nien-
te ammette di forzato, quando alle sue ri-
cerche prende a scoprire la vera genealogia
delle parole, e con essa la genealogia del-1
le arti, che passano d’una in un’altra na-
zione, de’trasfici che fecero o fanno i po-
poli tra loro. Chi è di spirito cosi severo,
che approvare non debba la etimologia che
dà il Bochart della voce Argo, con cui fu
chiamata la nave che andò al conquisto del
toson d’oro? Non fu chiamato Argo dalla
sua velocità ( apyos veloce ) come lo Iianno
immaginato alcuni antichi; nè perchè fosse
costrutta da uno architetto navale chiama-
to Argo, qualunque egli fosse; nè perchè
portar dovesse gli Argivi, come avvisarono
alcuni altri; ma cosi fu detta dalla voce ar-
co che nella lingua de’Fenici suona nave
lunga. Cangiarono sacilmente i Greci la c
in una g, corne dalle voci latine CNEIUS,
CAIIJS, fecero TNEI02, TAI02 : e cosi
Argo dalla voce arco deiFenicj, i quali era-
UO altre volte gl’Ingiesi del Mediterraneo,

e da'
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