Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 7) — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-7]

Seite: 171
DOI Seite: 10.11588/diglit.28026#0179
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D I V E R S I. 171

Ventiqtiatlro o venticinque, per quello ne
assicurano coloro che hanno dimorato in
Egitto. Non souo ben certi glieruditi, che
la misura dell’odierno cubito sia la stessa
che 1’antica; ma di ciò possiamo bene as-
sicurarci colla ragion naturale, che il livel-
]o dèll’Egitto si va innalzando con maggior
proporzione che non fa il letto del Nilo.
I/arena che porta seco non depone, che
in picciola parte, essendo portata via dalla
corrente del fiume medesimo ; laddove l’are-
11a, ehe si trova mescolata coll’acqua che
allaga il paese, viene tutta deposta, come
quella che trovasi in un’acqua che stagna.
Verrà dunque un tempo che il letto dei
iiume sarà tanto fondo che potrà contene-
re tutte le sue acque e non le spanderà al-
trimenti. L’Egitto del paese il più fertile
diverrà il più sterile; e in luogo di cavar-
ne del grano bisognerà mandarvene, come
fece Trajano un anno di un’accidentale ca-
restia.

Che bel leggere la storia letteraria, e la
storia de’viaggi, se l’una fosse scritta come
da Fontenelle gli elogj degli accademici, e

I’ aL
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