Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 7) — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-7]

Seite: 177
DOI Seite: 10.11588/diglit.28026#0185
Zitierlink: i
http://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/algarotti1792bd7/0185
Lizenz: Creative Commons - Namensnennung - Weitergabe unter gleichen Bedingungen
facsimile
BIVEHSf. IJ'J

Xin certo missionario andava un tratto
domandando a’ Groelandesi : ditemi in fede
vostra, chi credete voi che abbia fatto il
cielo la terra il mare? Rispondevano, a co-
si fatte cose non aver mai pensato de’ lor
di. Non sono cosi addormentate e stupido
le nazioni, che avuto hanno in sorte di na-
scere sotto climi più temperati. Uno Incas
del Perù facendo predieare il culto del so-
le a non so che popoli marittimi, rispose-
ro, ch’essi per ioro dio riconoscevano il
mare, i cui pesci erano loro di cibo ; il so-
le in contrario col calor suo esser loro as-
sai volte di non picciola noja; quanto agP
Incas non avere punto il torto di adorare
il sole, essi che abitavano lungi dal maro
in paesi soggetti a’ rigori del freddo.

Converrebbe che i lesrislatori avessero

O

sempre innanzi quell’ oracolo di Catone :
che gli uomini col non far niente impara-
no a fare il male ; nam illud 'verurn esc
JVL. Catonis oraculum : nihil agendo horni-
nes rncde agere cliscunt. A questo pare che
riguardassero i Peruyiani, presso a’ quali
chiamare aitri ozioso faniente era un’in-
giuria, come appresso i Piomani chiamarlo
To: VII. M gio-
loading ...