Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 7) — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-7]

Seite: 179
DOI Seite: 10.11588/diglit.28026#0187
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ì> I V E R S i. 1*79

po scritte cose popolari piacevoli e che al»
lettano i più . Clù non sa quanti libretti
da passare ageyolrnente il terapo non ispic-
cino continuamente da quella sonte peren-
ne ? Lo stesso era a’ teinpi di ser Brunet-
to, quando i trcvatori provenzali tenevano
il campo nella poesia , erano maestri di
ogni gentilezza . Da essi si formarono i no-
stri poeti primi ; per essi raffinò un tal po-
co Chaucher la poesia britannica : e non so
qual re di Spagna domandava a un conte
di Provenza , che gli mandasse alcuni de’
suoi maestri di pulitezza ; come ora si do-
mandano all’elettor di Sassonia degli uomi-
ni esperti ne’ lavori delle miniere . La lin-
gua inglese sarà lingua che apprenderanno
sempre più gli uornini scienziati, non sarà
mai lingua comune ; se già un Pitt seconda-
to dai Saunders daDi Hawke dai Boscawen

O

dai Clive dai Wols dagli Amherst non ìa
portasse in ogni parte del globo . La lin-
gua spagnuola fu studiata in Italia nel cin-
cjsuecento, e nel passato secolo in Francia.
Da essa trasportò nel teatro francese alcu-
ne composizioni teatrali il gran Cornelio ,
e in essa scrisse de’versi il cardinal Bem*

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