Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 7) — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-7]

Seite: 180
DOI Seite: 10.11588/diglit.28026#0188
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i8o Pèn-sièPiI

bo . La nostra lingua ebbe pure gran voga
nel passato secolo appresso i forestieri .
Menagio .Regnier composero in italiano ,
ecl altri Francesi ancora ; talchè a quel
tempo erano accusati di esser tinti dalla
pece della xenomania , da cui ora sono
pur netti . Lo stesso Miltono non isdegnò
di scriver versi in nostra lineua . Ora ella

O

ha qualche corso di là daR’Alpi, mercè
principalmente del Metastasio clelle opere
busse e della nostra musica . La lingua
francese ha la voga per la medesima ragio-
ne , che l’hanno i cuochi di Linguadoca
i drappieri di Lione e le scuffiare di Pa-
rigi .

I Romani vennero feliceraente in tem-
po, che trovarono fatte da altre nazioni
di fresco , per cosi dire , le esperienze , le
quali seryir doveano a formar la scienza
di conquistare il mondo . I loro istituti ten-
nero principalmente della fortezza e vigo-
ria spartana , attissime a verisicar l’oraco-
lo , che prometteva a Roma ia signoria di
ogni cosa . Ma guardiamoci bene di adot-
tare quelle tre massime di trascurar I arte
della navigazione , del fortificar le terre .

e di
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