Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 7) — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-7]

Seite: 186
DOI Seite: 10.11588/diglit.28026#0194
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h8 6 Pensieri

dendo raccademia francese occupata in tail*
te minuzzerie, e che di Moatagna non fa-
ceva gran caso, qnando disse, qiiellenefe-
roit que de V eau claire.

Pare, che da’ moderni fare non si possa
niuna grande azione nè bella, che tra i Ro-
mani non se ne trovi Fesempio. A chiun-
que sia un poco pratico della storia, non
ne possono mancare di molte riprove. Non,
indegna da mettersi tra le altre è per av-
ventura la seguente. L’ammiraglio Anson,
dopo superato con grandissimi stenti il Ca-
po Horn, approdò all’Isola di Gian-Fernaa-
dez nel mare del sud, per ristorare la ciur-
ma della sua hottiglia, e sanarla da un he-
rissimo scorbuto, di cui per tma cosi lun-
ga navigazione era misero pasto. L’uso de
vegetabili è il più efiicace rimedio, come
ognun sa, contro a quel terribile morbo.
,Di questi ne fece nell’isola una gran semi-
nazione; non già per li suoi marinari, che
fatto aveano con quei vegetabili, che avean
trovati ; ma a pro di coloro che approdar
vi potessero nel tempo avvenire, i quali vi
troveranno la più compita farmacia contro
al nicile endemio, dirò cosi, de’navigatori.

Leg-
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