Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 7) — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-7]

Seite: 191
DOI Seite: 10.11588/diglit.28026#0199
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D I V E R S I. 192

piombo negro si lascia maneggiar clal mar-
tello .... ; le progetture troppo grandi clelle
cornici, se sono in luogo chiuso, lo fanno
stretto e sgarbato. E rrual ricca espressioxie,
dirò così, non è quella, là dove dice, che
si faranno le fronti dei tempj, che guardino
sopra grandissima parte della città, accioc-
che paja la religione esser posta come per
custode e protettrice de cittadini? II suo sti-
le è, corne le sue fabhriche, semplice so-
do chiaro e non senza yenustà. L/ornamen-
to risulta da quello che opera: è un inte-
ro e ben finito corpo, nel quale, per ser-
virxni delle medesime sue parole, Vun mem-
bro all' altro conviene, e tutte le membra so-
no necessarie a quello che si vuol fcire. Egli
è molto strano, che da niuno si trovi esal-
tato il Palladio come scrittore, nè meno da
quelli che ne hanno scritto espressamente
la vita: i quali, secondo il costume, esser
ne dovriano i panegiristi; e in fatti lo so-
no anche in quelle parti dell’arte sua, do-
ve egli non è stato così eccellente. Ciò vie-
ne, credo io, da questo, che la più parte
non crede che uno possa valere moltissimo
in più di una cosa; non crede che colui,

il
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