Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 7) — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-7]

Seite: 193
DOI Seite: 10.11588/diglit.28026#0201
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D I V E R S I .• i cp

hot/li cl’acqua; rAppennino dell’Ammanna-
ti, che si vecle inPratolino, sarebbono sta-
ti appetto cli simile colosso altrettanti pig-
mei. sJna delle belle fantasie del Camoens
è cjnel torrione di gigante, che fa apparire
a’Portoghesi al Capo di buona speranza, o
gli minaccia di non clover passare più ol-
tre, come cpiegli che ha in custodia l’in-
gresso de’ mari orientali. Col capo s’ innal-
•zava alle nuvole, e co’piedi toccava i son-
di più cupi del mare, dove non arrivava
scandaglio. E una delle belle fantasie di
Michelagnolo fu certamente cotesta; per cui
un moderno avrebbe eseguito su’monti di
Carrara quello, che al teropo di Alessandro
avea disegnato cli fare 1’ arclito Dinocrate sul
monte Athos, che poi non ebbe essetto.

Fra quanti hanno lodato le bellissime log-
ge, onde il Palladio ha ricinto la veccliia
basilica diVicenza, non ho trovato che niu-
no rilevi quello in che stava il punto clel-
la difsicoltà, e per cui dovea maggiormen-
te compiacersi il meclesimo Palladio: e ciò
è, che accorclando il nuovo col vecchio le
colonne de’nuovi ordini esteriori potessero
trovar riscontro colle pilastrate gotiche del-
To: VII. N lo
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