Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 7) — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-7]

Seite: 197
DOI Seite: 10.11588/diglit.28026#0205
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di cui 1’una è rieca, e povera FaltraP Bel-
la cosa, è stato detto, im inglese cbe par-
li, e un francese che pensi : bella cosa si-
miimente sarebbe un veneziano cbe clise-
gnasse, ed un romano cbe colorisse.

I quadri non solamente si conciano, ma
si contrasfanno eziandio come i vini. E la
maggior parte dei pasticcianti potrebbero da-
re un giuramento simile a quello cbe irx
Londra diede un vinajo dinanzi a’giudici,
come ne’liquori, ch’ei vencleva per Borgo-
gna e per Sciampagna, non ci entrava nem-
meno una gocciola di vino.

Galilei ba fatto moltissime scoperte, e a
molte altre è andato cosi da vicino, cbe
per afserrarle bastava per avventura un pas-
so di più. Ad ognuno è cosa nota, corne
nelle leggi clel moto dei projetti, e della
caduta dei gravi egli aperse a tutti il sen-
tiero della verità. Neiia astronomia, trova-
to il cannocchiale, o almeno rivoltolo il nri-
imo verso ilcielo, stabili il vero sistema clel
jnondoj e mostrando l’uso che si potea fa-
re de’ satelliti di Giove da lui cliscoperti,
diecle cjuasi l’ultiraa mano alla geograba.
Del microscopio £u esso pure 1’inventore.

N 3 E se
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