Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 7) — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-7]

Seite: 199
DOI Seite: 10.11588/diglit.28026#0207
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D ì V E R S Ì ; igt)

ehe è tra la luna e la terra, e fu in sul-
le prime vie dell’attrazione universale.

Dallo essere Neutono Moliere e Rafsael-
lo i tre uomini sommi, che vantino laln-
ghilterra la Francia e 1’Italia, pare potersi
raccogliere, che gl’ Inglesi peschino più a
fondo di qualunque altra nazione nella fi-
losofia naturale ; che i Francesi meglio co~
noscano, e meglio sappiano ritrarre i ridi-
coli dell’ uomo ; e che gl’Italiani abbiano
un sentimento più esquisito del bello .

Lucullo, passata tntta la sua gioventù nel-
le cariche civili, col solo legger cose spet-
tanti alla guerra e ragionarne co’periti, par-
titosi di Roma inesperto della milizia, ginri*
se in Asia generale bello e fatto. Di ciò
è ben naturale a pensare si compiacesse sim
golarmente quel grand’uomo e da ciò in
fatti ne ricava Cicerone la rnaggior lode >
che dare se gli potesse, in un suo libto ad
esso lui dedicato. Cromwello di politico da-
tosi al mestiero dell’armi, appena su aggre-
gato aila milizia, che fu messo ancora aL
la testa degli eserciti , e colia virtù sua ri-
mutò la faccia dell’Inghilterra j del che tal-
mente si piccava sopra tutte altre cose, che

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