Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 7) — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-7]

Seite: 205
DOI Seite: 10.11588/diglit.28026#0213
Zitierlink: i
http://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/algarotti1792bd7/0213
Lizenz: Creative Commons - Namensnennung - Weitergabe unter gleichen Bedingungen
facsimile
D I V E II s s. ao5

Ma forse la più gran prova_, che abbia fat-
to di poter dire in verso ciò che voleva,
è quel tratto del Purgatoiio :

QiLando noi fummo dove la rugiada
Pugna col sole, e per essere in parte.

*

Ove adorezza, poco si dirada,

al qual tratto non so se, per la disficoltà
tli vincere colle parole il sentimento, yi sia
niente di paragonabile in tutta la poesia gre-
ca e latina.

Qual più bello esempio di contraddizio-
ne, che il vedere appresso i Piomani I’ar-
chimimo fare la caricatura del carattere dell7
imperadore di cui si faceva I’apoteosi? Nel
tempo che i’aquila era per prendere il vo-
lo dal rogo, figurando l’anima diYespasia-
no assunta in cielo , l’archimimo che rap-
presentava Yespasiano medesimo, volendo
dimostrare 1’ avarizia sua, chiesto a’diretto-
ri della pompa funebre quanto ella costas-
se, e sentito che montava a milioni; per-
dio, risponde, date a me un ce,nto mila
scudi, e gettate ii mio cadavero al fiume.

L’ erudito e sensato abaie du Bos non

mena
loading ...