Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 7) — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-7]

Seite: 206
DOI Seite: 10.11588/diglit.28026#0214
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mena buona a'suoi coinpatrioti altra frase
imitativa, salvo quella che trovasi nell'oda
fatta da Despreaux per la presa di Namur.
Ci si dipinge un soldato alla breccia, il qual
Viiole

Sur les monceaux de, piques *

De corps morts, de rocs, de briques

S’ou'vrir un large chemin.

Si potrebbe forse aggiungere a questa quel
tratto di Racine, che è nella famosa nar-
razione della morte d’ Ippolito :

IJ essieu crie et se rompt.

Per altro egli ha tutta la ragione del mon-
do di burlarsi della descrizione imitativa,
che ha preteso fare Ronsardo del volo del-
la lodola* e di quel verso nel quale per di-
pingere un corsiere fu detto :

Le champ plat bat, abat.

La lingua francese com’egli lo prova ab-
bastanza, è un terreno molto ingrato per
la poesia : e per avven.tura non avea tutsc?
il torto monsieur Bourbon ^ il quale dice-

ra.
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