Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 7) — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-7]

Seite: 218
DOI Seite: 10.11588/diglit.28026#0226
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!2 1 8 PeNSIERÌ

Mercè di ua gergo filosoiico, tenevano
alti’e volte riputazione i filosofi dinanzi al-
1 a moltitudine,; ma già non potevano cosx
agevolmente darla ad intendere ai sani in-
gegni: e da quelli cìxe avevano tin poco scar-
tabellato i loro repertorj scolastici veniva
presentito, quali esser dovessero in ogni di-
sputa le loro distinzioni e le ioro risposte;
come dagl’intendenti si sanno a memoria
le cadenze de’musici dozzinali, o le rime
de’cattivi poeti.

Tra le tante delizie dell’Eden dipmte dal
Miltono, che invitavano ad ogni istante la
curiosità e gli occlii della madre primiera del
genereuinano, la tirò principalmente a sè Ia
vista di un cheto e limpido lago, che avea,
dic’ egli, sembianza di un altro cielo: se gli
fece dappresso, chinò la faccia e gli occhi
per nìirare là entro, e sbramare il suo di-
sio. Ma qual fu la sua maraviglia, quando
vide presetitarsi dinanzi a sè, e farsele in-
contro una hgura umana, una persona? La
mirò più e più volte, e sempre con nuova
maraviglia e con piacere indicibile. Cosx
bella in somma le parve quella inunagine,
ch’ella credeva cosa salda e non un’ombra,

che
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