Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 7) — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-7]

Seite: 221
DOI Seite: 10.11588/diglit.28026#0229
Zitierlink: i
http://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/algarotti1792bd7/0229
Lizenz: Creative Commons - Namensnennung - Weitergabe unter gleichen Bedingungen
facsimile
1) I V E R S I. 321

meravano tra le opere eterne della natu-
ra: e avvisarono anch'essi, che avvicinan-
dosi di troppo alla terra cagionar yi potes-
sero di grandissimi sconcerti. Ma certa co-
sa è che il sistema del mondo, quale te-
nuto è presentemente da’pitt acuti filoso-
fi, è una novella vecchia: e il cannocchia-
le con la scoperta singolarmente dell'e fa-
si di Yenere non ha fatto altro, che eon-
fermare la sentenza di molti antichi filoso-
fi, e tra gli altri di Aristarco Samio, ii
quaie fu già per esso sistema accusato d'
empietà, come appnnto avvenne alGaliiei.
Empedocie asseri, che l’ordine che si os-
serva nel mondo è cagionato dalla discor-
de concordia delle cose, dall’azione oppo-
sta di clue forze che insieme si equilibra-
no. Per 1’ uiia sono chiamate le parti del-
la materia ad unirsi ; sono costrette per 1’
altra ad allontanarsi tra loro. Non a caso
parlarono gli antichi del fuoco dissemina-
to per 1’universo, sondati sopra qualche os-
servazione analoga a quella nostra delle scin-
tille che schizzano da tutti i corpi elettriz-
zati che sieno, o a quella del Ìume che
mandano fuori qual più o qual meno do-


loading ...