Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 7) — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-7]

Seite: 226
DOI Seite: 10.11588/diglit.28026#0234
Zitierlink: i
http://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/algarotti1792bd7/0234
Lizenz: Creative Commons - Namensnennung - Weitergabe unter gleichen Bedingungen
facsimile
2.2,6 Pensieri

elia è nuoya e quasi tramonta in compa-
gnia di lui. Dalle parti ldspetto a noi oc~
cidentali della terra, le quali sono coperte
di acqua , poco lume riceve la Iuna ; e
inag'giore ne riceve dalle parti orientali ?
che si estendono in un vasto continente;
cose che concordano a un puntino col ve-
ro, e con quanto insegnò dipoi il Galilei
armato del cannocchiale. I filosofi del tem-
po suo potean dire : quot vident, pictores irt
nmbris et in eminentia, tjuce nos non vi-
demus ! Molto vide certamente in ogni co-
sa quel grandissimo ingegno. Che peccatoT
che tanti suoi manoscritti si stieno nasco-
sti nelle tenebre della biblioteca ambrosia-
na ; quando si fa vedere la luce a tante
vecchie pergamene, a tante inezie, che al-
tro non mostrano che la barbarie degli an-
dati secoli, della quale troppo siamo con-
vinti .

I Blososi dicono, come l’ uomo è com-
posto di una moltitudine quasi che infini-
ta di nervi, i quali da varj tronchi van-
nosi diramando in frlamenti oltre ogni cre-
dere sottili, e qu^sti si presentano nella
estremità degli organi del vedere dell’udi-
loading ...