Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 7) — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-7]

Seite: 228
DOI Seite: 10.11588/diglit.28026#0236
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228 Pensieki

guono certi moti nel corpo seguano certe
idee neH’anima, beuchè i moti e le idee,
l’anima e ii corpo non abbiano niente più
cbe sare insieme, che nelia maggjor parte
delle nostre opere hanno che fare insie-
me la musica e le parole. Niente in som-
ma conchiudono con tutti i latrhi di filo-

O

soHa che fanno : e i metafisici furono a
ragioue paragonati co’ballerini, i quaii do-
po lor volte riprese aggiramenti e scam-
bietti si trovano aiia fin del ballo nello stes-
so sito nè più nè meno ciie ii comincia-
rono .

Moite analogie o similitudini trovò inge-
gnosamente il Malebranchio tra il suooo e
la luce : talchè arrivò ad asserire , essere
quelle due qualità di una istessa famiglia ,
e quasi sorelle . Tra queste similitudini ci
è aucora la rissessione cosi deil’uno come
dell’altra. Un oggetto posto fra due spec-
chj , che si guardino in saccia , è per il
continuo ribattimento della luce da questo
a queilo ripetuto ben milie volts ; onde
avviene , che un gabinetto si cambj per
tal modo irx uua fuga di stanze : e nel ia-
moso eco della Simonetta noa lungi da Mi-

lano
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