Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 7) — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-7]

Seite: 243
DOI Seite: 10.11588/diglit.28026#0251
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!D 1 V E R S I . azj.S

doto Cicerone e il Boccaccio ; donde si può
inferire -, che l’ arte dello scrivere in versi
sia più facile dell’arte della prosa. In fatti.
I’armonico del verso dipende principalmen-
te da certe determinate regole, che t’inse-
gna la prosodia ; l’ armonia delia prosa di-
pende unicamente dalla hnezza dell’orecchio,
da ciò che si chiama gusto_> che è un do-
no di natura, e può essere solamente per-
fezionato da una lunga abitudine : e però
sarà meno diflicile ad uno scrittore sare un
buono esainetro o un endecasillabo, che un
buon membretto di periodo ; come a un pit-
tore riesce meno difficile mettere in pro-
spettiva una strada che un paese, perchè
là è guidato dalla sesta* qua dalla sola di-
screzione *

Fontenelle non era punto nernico dei gio-
chetti di parole ; e aveva ragione * Ce ne
sono in effetto di assai belli e graziosi : quel
suo, per esempio, al direttore dell’ opera,
che volea rimettere in iscena. Tetide e Te-
leo quell’anno che il re domandava al Cle-
ro la lista de’beni ecclesiastici, e non ci
avrebbe voluto quella danza dei preti, co-
me cosa che poteva ofsendere il gusto del
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