Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 7) — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-7]

Seite: 252
DOI Seite: 10.11588/diglit.28026#0260
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'nSa PensieHi

monsieur Coypel nel parallelo della eloquen-
za e della pittura, ch’entrar debbano nella
pittura tutte le figure e ie partizioni tutte
clella rettorica, e che in un quadro ci abbia
da essere il suo esordio con la sua narra-
zione e perorazione, nè più nè meno.ch©
nelharringa di un bel dicitore. Dirò bene,
che la pittura ha questo di comune con 1’
arte dell’eloquenza ; che nelle coniposizioni
cosi dell’una come dell’altra tutte le cose
hannosi da acquistar fede, per ia sembian-
za di verità che si vuole dar loro; che una
cosa ha come da nascer dalFaltra; e nella
varietà sòpra tutto ha da regnare la unità,
nel che sta la bellezza. Ciò importa, che
per quante e varie cose introdur possa il
pittore nell’opera sua, onde maggiormente
clilettare, nulla vi abbia da essere che non
cospiri al fine; e quasi che necessaria con-
vien che sia ogni cosa e come di un pez-
zo. Gli stessi episodj ; che a maggior orna-
inento o pienezza della favola s’introduco-
no nell’azione, hanno da avere con essa tal
coavenienza e legame, che tolti via, si ve-
nisse se non a guastare, a rendersi almeno
jnanco verisimile. Ogni parte in somina dee

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