Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 7) — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-7]

Seite: 262
DOI Seite: 10.11588/diglit.28026#0270
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Lettehe sulla traduz.
done; collo apporvi paerili concetti e non
suoi .

Pochi sono, se cosi volete, del primo ge-
nere gli errori, contro ia grammatica cioèj
e pochi debbono essere altresi, si per non
esser Virgilio nè Licofrone nè Persio, si
per essere stato ii Caro scienziato uomo, e
vissuto iii uti secolo, in cui la maggior scien-
za appunto era la grammatica: senza che,
se in troppo numero cpiesti errori fussero,
sarebbe la version sua da essere del tutto
esplosa, anzi cbe in parte criticata.

Eccovene alcuni fra quelli che mi occor-
rono in certe mie noterelle fatte lungi da
Italia, e talora in sedia da posta, ove sern-
pre con Orazio corre. meco Virgiiio.

Apparent rari nantes in gurgite 'vasto,

dice egli con quella sua evidente energia
nel primo, dopo aver descritto in quella
Eera burrasca la sommersion della nave di
Oronte; del qual verso clivenuto, per cosi
dir, proverbiale, nulla v’ha di più facile
nè da intendersi, nè da tradursi. Or che
direte voi delCaro, che solo per avventm

ra
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