Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 7) — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-7]

Seite: 265
DOI Seite: 10.11588/diglit.28026#0273
Zitierlink: i
http://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/algarotti1792bd7/0273
Lizenz: Creative Commons - Namensnennung - Weitergabe unter gleichen Bedingungen
facsimile
deia’ Enéide del Caro . a65

clice Yirgilio nel libro quiato ; e il Caro
volta

».. E lunge incontra

A la spumosa riva un basso scoglio,

Che da flutti percosso, è talor tutto
Inondato e sommerso. II verno i venti
Yi tendon sopra un nubiloso velo.

Che ricuopre le stelle: e quando è il tempo
Tranquillo, ha ne V asciutto una pianura,
CM è di marini uccegli aprica stanza.

Yoi vedete, non avere avvertito il Ca~
ro, che ubi in latino ha forza altresi di qucin-
do, come pure il nostro ove; il che è in
causa, che di una pianissima sentenza lati-
na egli ne ha fatto una italiana, a cui non.
puossi dare spiegazion ragionevole alcuna,
Che se per avventura in cosi piana cosa,
come questa si è, aveste pur mestiero del-
la autorità de’commentatori, più pronti sern-
pre a ripeter quel che sai, che a spiegarti
quel che non sai ; si troverete Servio Do-
nato ed Ascensio in questa sentenza tutti
e tre convenire, se consultar vorrete la edi-
zion di Yirgilm fatta dai Giunti nel i544-

Emmi venuta non ha guari alle mani una

ver-
loading ...