Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 7) — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-7]

Seite: 267
DOI Seite: 10.11588/diglit.28026#0275
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bell’ Eneide bel Caro . 2,8'?

in quella clal cardiual cle’Mediciil che
forse iudqsse acl errore il Caro, cosi il luo-
go clel prirao è da Alessandro Sansedoni
xneglio che non dal Caro quanto alla sen-
tenza voltato, e questo tuogo del quinto è
almeno cla Tommaso Porcacchi fecleimente
tradotto a questo modo :

Lungi è nel mare un sasso, al lito incontro
Spumoso posto, che dal mar gonfiato
Sempre è coperto, ove V inverno i coi'i
Le stelle ritener sogliono ascose .

Quando è tranquillo il marc , alto si scorge
Ampio, dove stanziar soglion i mergi.

Io domando, caro il mio Ermogene, per-
dono alla. Musa di Yirgilio, alla vostra ed
alla mia, se io ho riferito questi versi ; ma
la graramatica mi ci ha costretto; ecl essa
non suol guari condurre altrui per amoena
vireta, ma si beue per loca consita dumis.
Ma poichè ci siamo, e voi l’avete pur vo-
luto, faremo di uscirne il più presto che
per noi sar si potrà.

Fra le mie noterelle io trovo pur questa,

Jiic canit errantem lunam, solisque lahores <>

dice
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