Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 7) — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-7]

Seite: 270
DOI Seite: 10.11588/diglit.28026#0278
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ù.'jo Letter.e sulla traduz»

Lo rapiran ; che parria troppo al cieìò
Forie il saiigue lioman, se lungo tempd
Lasciasse d' un tal don goder la terra.

Non accacìej cred’io, far parola, se noii
ehi pur volesse far pompa della più polve-
rosa e rancida erudizione, del moclo con
cui reca in italiano questo luogo un certo
Giovanni Pollio Polastrino (1) in un antico
libricciuolo contenente la traduzione cle’tre
più reputati libri delPEneide, e che tras-
messo àinmi a cpresti dì un dotto amico
mio, con cui altre volte del Caro ebbi di-
scorso. Sol dirovvi, che la tracluzione di
questo ignoto Volusio (2) degna è del pe-
pe e di tutt’ altro, che clalle inette carte
suole incamiciarsi (3).

Io

(1) I Fatì sol mostreran qucsto al mondo,
Nè il lascierau più là seguir ne regni.
Troppo potelite la Romana stirpe

yè parsa, o Dei, se cpiei donfusser statri.

(2) ydnnales Volusi cacata charta .

Cat. Carm. xxxvi.

(3) Etpiper, et cjuidquid. chartis amicitur ine-

ptis . Oraz. lib. II. ep. 1.
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