Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 7) — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-7]

Seite: 276
DOI Seite: 10.11588/diglit.28026#0284
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Lettere stxlla tradltz.

..O miserando

Fanciullo, e che mi val se amica e destrct
Mi si mostra Fortuna? E che m ha dato,
Se te m ha tolto ? Or che , vivendo , ho
fatto ,

Che regnando Jarò, se tu non godi
F)e la vittoria mia, nè del mio regno?

nella qual versione innamoratosi il Caro di
certa affettata corrispondenza diparole, ha
lasciato da parte la verità della sentenza vir-
giliana, e con sacrifizio alla ragione ingiu-
rioso, la grainmatica iminolato ha alla ret*
torica .

Ma qual è mai della sua rettorica il fi-
ne in quest’altro luogo dei duodecimo? A
Japi, dice Yirgilio (sotto cui secondo i mi-
gliori critici s’asconde Antonio Musa me-
dico d’Augusto (i))a Japi, dissi, dato avreb-
be Apollo l’ arti sue, la cetera, la perizia

del

(i") Fcdi la dissertazione sopra Japi del
farnoso D. .Atterburv vescovo di Roc/ieSter,
di cui si trova l' estratto anco alla fine del
2'. III. della traduzion di Firgilio del sig.
ab. des Fontaines .
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