Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 7) — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-7]

Seite: 284
DOI Seite: 10.11588/diglit.28026#0292
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284 Lettere sulla traduz,

sentenza delFautor loro . Cosi nel Salvaii
a cagion d’ esempio divengono insofferibili
si fatti errori. Nel Salvini ? direte voi ; e
non è egli il più fedel vocabolario degli
antori che prende a tradurre ? No certa*
mente ; se si attende al genio delle lin-
gue come far si dee ; e se attender vor-
rete ad un luogo , che m’ è per sorte ca-
duto appunto sotto gli occhi a questi di.
Traduce egli in yerso italiano la bella epi*
stola del signor Addisson al lord Halifax,
in cui con tanta poesia e yerità insieme si
cantan le lodi d’ Italia , daiF Inglese chia-
mata classica terra . Nulla io yi dirò di
certo carico addossatosi dal Salvini, degno
in vero di poeta da anagrammi o da acro-
stici, che la versione non ecceda nè pur
d’un verso l’originale; il che solo ad ar-
guirla è bastevole d’incondita e di pueri-
le . Io noterò per entro a quella un luogo
degno , se non di flagello , della scutica
almeno delFinglese Prisciano (1) . Rivoltosi

Ad-

(1) Ne scutica dignum horribili sectere fia~
gello .

Oras. Sat. O' lib. I.
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