Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 7) — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-7]

Seite: 286
DOI Seite: 10.11588/diglit.28026#0294
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a;86 Lettere sulla traduZ.

Piacemi , caro il mio Erinogene, che
questa digressioncella , come dal proposito
nostro , così nè pur da Yirgilio ci abbia
allontanati. Yengo ora ad asserirgli il poe-
tico onore , cbe dalia mala rappresentazio-
ne del traduttor suo gli viene in gran par-
te tolto ; vengo a restituirgli quella som-
ma reputazion di giudizio, che gli viene sce-
mata dallo intempestivo ingegno del Caro .

JNel primo descrivendo Yirgilio la più
bella tempesta , che mai fusse con parole
pennelleggiata , dice :

Incubuere mari , totumque a sedibus imis
Una eurusquenotusqueruunt, creberque pro-
cellis

jisricus, et vastos volvunt ad litora fluctus.

Nel che egli ha superato senza dubbio quel
primo pittor delle memorie antiche Omero ,
come pur fece nel più delle altre co-se che
da quello imitò . Eccovi i versi greci , se
di greco vago pur siete , e s’ egli è vero ,
che col greco mai nulla guastossi (i),

'2vr

O) Monsieur , avec du grec on ne peut
gdter vien

Femmes Scavan. sc. 5. act. 5.

9
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