Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 7) — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-7]

Seite: 287
DOI Seite: 10.11588/diglit.28026#0295
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bell’ Eneide del Caro. 2S7

2 VV yjLupOS Ti NoVoJ Ti i'mCTiV , ZìQUpOS TS ìV/Tcaìs,
Ktfi' Bopivjs uìùpiyiVt.TVS , l)0sM KVktvS'UV: (1)

ed eccovi pur quelli del Caro:

Quanclo (juasi in un grujjpo ed euro e noto
S’ awentaron nel mare , e fin da i’imo
Lo turbar sl, che ne fer valli e monti ;
Monti , cir al ciel, quasi di neve aspersi 9
Sorti V un dopo V altro a mille a mille
Voigendo se ne glan caduchi e mobili
Con suono e con rovina i liti a frangere .

Non vi par egli, anzi che la tempesta
di Yirgilio , di veder quelle cli Qvidio o
di Lucano ? Voi dovreste , caro il mio Er-
mogene , di me dolervi , come quello che
avrebbe di che , se io far volessi su que-
sto Luogo commento o chiosa , onde prova-
re quanto la sobrietà cli stile e la verità
deli’ originale tralucan poco , anzi nulla ,
nella j)rolissità e nella puerile asfettazion
della copia .

Yoi vedrete pure da per voi stesso ,
quanto poco serbato sia il decoro vo orpiorov

9 la

(1) Odiss. lib. Y.
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