Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 7) — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-7]

Seite: 289
DOI Seite: 10.11588/diglit.28026#0297
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ti il più funesto dagli antichi reputato ?
Se alcune altre si fatte riflessioni per en-
tro il poema facesse il trojano Eroe , non
parrebb’ egli altrui degno di esser di frigie
femrninelle , anzi che d’ esercito condottie-
ro ? E ciò con piu di ragione in vero , che
non parve ad un critico francese , mercè
la sua pietà e le srequenti sue Iagrirne,
Enea più constituito ad essere institutore
d’un coilegio d’Auguri, che fondator d’un
imperio . Virgilio gli fa desiderare esser
morto colle arini in mano all’onorata dife-
sa della patria, più tosto che miseramente
perir tra’ flutti, ove inutile è virtù e valo-
re ; e pare che appresso il Caro gli dia
noja 1’ asfogare in acqua salata, e non in
dolce .

Che direte voi della versione di quella
bella ed evidente immagine del primo :
.... huic cervixque comaeque trahuntur
per terram, et versd pulvis inscribitur hastd.
.... e V asta , onde trafitto
Portava il petto , con la punta in giuso
Scrivea note di sangue in su la polve..

Se non se : At Virgilius quanto simplicius
ac beatius dixit !

To: VII.

T

E io
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