Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 7) — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-7]

Seite: 295
DOI Seite: 10.11588/diglit.28026#0303
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bell’Eneide del Caro . 2g 5>

isettimo, ove clescritta Io nello scudo di
Turno conversa già in bue> aggiunge Vu>
gilio :

Caelatdque amnem fundens pater Inachus
urnd ;

che il Caro traduce

.eravi il padre

Inaco} che chiamandola versava
Non men de gli occhi, che de V urna un fiu»
m e .

Nè già temerò di porre in si fatto no-
vero quelsaltra siigurata traduzion dell’uE
timo, ove dicesi di Juturna, che disperata
delia morte certa di Turno :

..Indi correndo

Nel suo fiurne gittossi, ove s" imrnerse
Insino al fondo, e ne niandò gernendo
In vece di sospir gorgogli a V aura.

Multa gemens, et se fluvio Dea condidit
alto .

Che clite voi, caro il mio Ermogene, di:
si fatte rappresentazioni di Virgilio, di que-
sti sconcj atteggiiunenti dati ad una vesta-

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