Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 7) — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-7]

Seite: 296
DOI Seite: 10.11588/diglit.28026#0304
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Lettere sulla traduz.
le; che certamente vestale chiamar puossx
il mantovano Cigno per la castità del suo
stile? Non potrebbe altri esser indotto per
avventura a credere da si fatti luoghi del-
la italiana versione, che avesse il Caro un.
altro testo di Yirgilio diverso dal mediceo,
dal vaticano, e da quanti ne abbiam noi’
oggidì alle mani? Nè altrimenti ha da que-
sta credenza rimosso chi considererà quel
luogo deirultimo :

....... it toto turbida ccelo

Tempestas telorum, ac ferreus ingruit imber.

..e tal di ferri e d' aste

JDenso levossi e procelloso un nembo,

Che’l sol se ne oscurò, sangue ne piovve;

o quell’altro del terzo :

Portus ab eoo fluctu curvatur in arciim;
Objectce salsa spumant aspergine cautes.

É di ver l' oriente un curvo seno
In guisa d' arco, a cui, di corda in vece?
Sta d'im lungo macigno uit dorso avanti ec.

o quello per fine del secondo, ove dopo
il discorso di Laocoonte a’Trojani aggiun-
ge il Poeta :

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