Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 7) — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-7]

Seite: 300
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5oo Lettere sulla traduz.

Navagero, non avesse altri detto di Iex3
quel che il Poeta di Didone :

Qucesivit caslo lucem, ingemuùque repertd ;

poichè avrebbela, non ha dubbio, il Nava-
gero, sommo adorator di Yirgilio come egli
era, condannata annualmente alle fìamme
il dì natal del Poeta cogli altri infìceti vei’-
si in fascio, che ai mani di quello in si
fatto giorno sacrifìcar soleva. E io dubito
pure, se il Castelvetro, acerrimo nimico, '
come ognun sa, del Caro, non fosse alla
pubblicazion della suaEueide prexnorto, non
Favesse, e con piu di ragione, vituperata
che la canzone de'gigli d' oro non fece; e
non avessela dappoi recata il P. Bouhours
qual gravissimo argomento contro l’ltalia,
se come per avventura voleva esser tenu-
to, cosi stato fuss egli veramente nella no-
sti’a lingua versato .

Eccovi, caro il mio Ermogene, quelie
osservazioni che da me desiderato avete,
le quali, se gioveranno a fare altrui sepa-
rar Foro di Yirgilio dall’orpello del Caro,
piacerammi aver disteso, e molto più se
provar vi potranno quanto io sia vosti’o.

Di villa ii di li. di settembre 1744-
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