Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 7) — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-7]

Seite: 303
DOI Seite: 10.11588/diglit.28026#0311
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dkll’ Eneide del Caro. 5o3

tralila sua alcun grano deiroro latino, on-
de dorarne una mezza pagina italiana (x):
nel che fare, dove Yirgilio ha studiato la
brevità, onde non generi mai sazietà; è tra-
boccato all’incontro il Caro in quella su-
perfluità che sazievole diviene : e se il Poe-
ta romano ha emulato l’energia e la stret-
tezza del greco oratore ; l’ itaiiano Traclutto-
re s’è diffuso nella copia asiatica détPome-
rica ancora più ridondante; a tal che do-
mandar potrebbesi al Yirgilio del Caro in
altro senso da quel di Dante :

Or se tu quel Virgilio, e quella fonte
Che spande di parlar sl largo fiume ?
JPdspose, io son, con ■vergognosa fronle (2) «.

Ma perchè io mi credo tenuto, oltre al

pa-

(,1) BuC who did ever in French Authors see
Th,c comprehensive E?iglish E?iergy ?

The Weighty Bitllion of o?ie Sterling li?ie
Draw?i to French wire would thro’ whole
Pages shi?ie .

Earl of Roscommon in his essay on
Translated Verse »

(2) Inf C. I.
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