Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 7) — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-7]

Seite: 313
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DEIX* EnEIDE DEL CaRO . SlS

delCaro ; io noa dubito, che non si faces-
se quelio che avrebbe- per avventura fatto
egli stesso se fusse vissuto, e se avesse da-
to l’ultima mano all’opera sua: poichè pur
sapete che parecchj anni dopo la raorte sua
solamente fu pubblicata la Eneide italiana
da Lepido Caro suo nipote ; e in ciò solo
la traduzione ha avuto per ayventura la me-
desima sorte dell’originale, che nè quelia
nè questo ebbero l’ultima espolizione, nè
furono mandati in luce dagli autori loro.
Vero si è, che, siccome alcuni furono che
credettero perfezionare il poema di Virgi-
lio aggiungendovi un libro della sepoltura
cli Turno e delle nozze cli Enea, cosi pare
aver creduto il Caro perfezionarne lo stile,
di certo brio spruzzandolo a luogo a luogo,
e mescendo alla severità di quel Falerno
la soavità del suo Chio (1). Pare almeno,
avere il Caro deferito al gusto clel secolo,
che cominciava al tempo suo a corromper-

si

(-1) . . . at se?'mo lingud corzcinnus utrdcjue
Suavior, ut Chio nota si cornrnista Faler-
ni est .

Oraz, sat. 10, lib, I,
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