Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 7) — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-7]

Seite: 316
DOI Seite: 10.11588/diglit.28026#0324
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3l 6 LeTTEHE SULtA THADlTZ»'

e 1’altro clel Petrarca:

Quel sempre acerbo et onorato giorno ; (1)
ch’ essi avean dianzi tradotti da Virmlio.

\ O

Nè io potrei gran fatto dissentire da chi
esaltasse la version del Caro per la purità
della lingua, e varietà clel numero, per cer-
ta aria di libertà ch’e’dimostra nella schia-
vitù di porre il piede nell’orme altrui, e
per certa antica patina, dirò cosi, ch’egli
co’latinismi sa dare alla novella opera sua,

.Neqae ego illi detrahere ausim

Haerentem capiti multa cum laude coro-
nam. (a)

Alcuni luoghi sono nella sua versione ?
e questi non cosi brevi, ov’egli simile a
limpido fiume corre i bei sentieri della poe^-

sia

(1).quem semper acerbum

semper lionoratum, sic Dii voluistis, ha-
bebo .

Lib. y.

(2) Parole di Ovazio nella sat. 10. del Lib. I.
parlando di Lucilio , i cui difetti egli avect
C07t giusta critica notati .
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